Planetario e Museo Astronomico

menu facilité

saut à:
contenu. recherche, section. langues, menu. utilité, menu. principal, menu. chemin, menu. bas page, menu.

Date du publication: 06/06/2017

Cari amici del Planetario,

con il solstizio del 20/6 si inaugura l’estate 2017: le daremo il benvenuto con il nostro    Sun Day domenica 18/6. Per tutta la mattina dal giardino di Technotown osserveremo il disco del Sole attraverso il nostro telescopio solare, avvistando le macchie solari, i filamenti della fotosfera e sbirciando lungo il profilo della nostra stella per cogliere gli archi luminosi di eventuali protuberanze.

Lo Spettacolo del Mese di giugno è    “Dalla Terra all’Universo”: potete vincere due biglietti omaggio per assistere a questo spettacolo partecipando al nostro Astroquiz!

Vi aspettiamo sotto le stelle dell’estate.

Gli astronomi del Planetario

Date du publication: 04/05/2017

Cari amici del Planetario,              

si allungano le giornate e il Sole si innalza sempre più nel cielo: così anche a maggio vi invitiamo a partecipare al nostro    Sun Day domenica 21/5. Per tutta la mattina dal giardino di Technotown osserveremo il disco del Sole attraverso il nostro telescopio solare, avvistando le macchie solari, i filamenti della fotosfera e sbirciando lungo il profilo della nostra stella per cogliere gli archi luminosi di eventuali protuberanze.

Con la splendida serata di osservazione del 7 aprile scorso si è concluso – per quest’anno – il progetto pilota    Dalle Scuole alle Stelle con cui il Planetario ha portato i suoi telescopi (e i suoi astronomi) in due scuole della periferia e del centro, i licei Amaldi e Mamiani. Abbiamo ricevuto una bellissima accoglienza in entrambe le scuole da parte di tutti: studenti, dirigenti e insegnanti e la partecipazione è stata piena di entusiasmo e di coinvolgimento sia durante le lezioni di astronomia che alle osservazioni astronomiche. Centinaia di persone di tutte le età hanno potuto accostare lo sguardo alle stelle grazie a questa collaborazione, che si è rivelata assai proficua e ci auguriamo che possa proseguire anche il prossimo anno ed estendersi ad altre scuole. Vogliamo mandare un caloroso ringraziamento ai dirigenti scolastici dei due istituti, che hanno aperto le loro sedi oltre l’orario consueto, ospitando i cittadini dei rispettivi quartieri per ammirare le stelle, e in particolare a tutti gli studenti che con grande disponibilità hanno organizzato un servizio d’accoglienza perfetto e garantito lo svolgimento delle serate nelle migliori condizioni di ordine e sicurezza – perfino per i tanti che si sono “arrampicati” fin sul tetto del liceo Mamiani per raggiungere i telescopi del Planetario!

Lo Spettacolo del Mese di maggio è    Girotondo Stellare, di Stefano Giovanardi: potete vincere due biglietti omaggio per assistere a questo spettacolo partecipando al nostro Astroquiz!

Vi aspettiamo sotto le stelle.

Gli astronomi del Planetario

Date du publication: 06/04/2017

Cari amici del Planetario, 
con la bellissima serata di osservazione del cielo al Liceo Scientifico Amaldi, dove il 31 marzo scorso abbiamo portato i nostri telescopi, abbiamo finalmente recuperato il mancato appuntamento dello scorso ottobre, che era saltato per maltempo. Nell’ambito del progetto    "Dalle Scuole alle Stelle" vi invitiamo a partecipare alla seconda serata di osservazione, che si svolgerà venerdì 7 aprile dalle 20 alle 23:30 presso il Liceo T. Mamiani di Prati. Sarà una serata di osservazioni del cielo sia con i nostri telescopi che con il Virtual Telescope di Gianluca Masi, organizzata in collaborazione con la scuola nell’ambito di questo progetto pilota sulla didattica che ha coinvolto anche un altro istituto superiore, il Liceo Scientifico Amaldi a Tor Bella Monaca: in entrambe le scuole gli astronomi del Planetario hanno portato quattro lezioni su argomenti di punta dell’astronomia. Entrambe le serate di osservazione, grazie alla disponibilità dei due licei, sono aperte al pubblico e a partecipazione gratuita.

Lo Spettacolo del Mese di aprile è    "Il Cielo del Mese", di Gianluca Masi: potete vincere due biglietti omaggio per assistere a questo spettacolo partecipando al nostro Astroquiz!

Vi aspettiamo sotto le stelle.

Gli astronomi del Planetario

Date du publication: 06/03/2017

Apriamo subito con la notizia del momento:    la scoperta di ben sette pianeti di tipo terrestre attorno alla stella Trappist-1. Ne avrete sentito parlare ovunque e in tutte le salse, specialmente quelle che ammiccano alla presenza di vita su quei mondi nuovi: vi piacerebbe! Ma la verità è che non lo sappiamo: nessuno – men che meno la Nasa – ha mai annunciato la scoperta di vita sui pianeti di Trappist-1. A dirla tutta, non è stata nemmeno trovata l’acqua – indispensabile per la vita – e gli stessi autori della scoperta,    nel loro articolo scientifico sono molto cauti sulla possibilità di considerare quei pianeti davvero “abitabili”. Si sa solo che hanno dimensioni e masse paragonabili alla Terra, e questo li identifica come pianeti rocciosi; tre di loro si muovono nella “fascia abitabile” della loro stella. Ma questo non significa automaticamente che siano abitati, e nemmeno che l’acqua ci sia davvero (però se c’è sarà liquida). Insomma, quanto è importante questa scoperta? Molto, ma senza essere rivoluzionaria: perché mette a disposizione un sistema planetario ricco di mondi rocciosi e soprattutto piuttosto vicino. 39 anni luce sono un’inezia – questo è l’aspetto meno apprezzato della notizia - e permetteranno ai telescopi spaziali di studiare le atmosfere dei sette pianeti (se le hanno) già nei prossimi anni. Solo allora avremo una chance di comprendere che razza di ambiente propongono e cercare eventuali tracce di acqua e/o di vita lassù.

Per il momento, dunque, sull’esistenza di vita nello spazio si può solo scommettere. Fate la vostra scelta, e scoprirete di essere in buona compagnia:    ecco le più celebri scommesse della storia della scienza, che hanno visto schierarsi fior di scienziati, spesso prendendo grandi abbagli. Un nome su tutti: Stephen Hawking, universalmente noto per essere fra gli scommettitori più accaniti, e per perdere tutte le scommesse che fa.

Mentre aspettiamo di sapere di più su Trappist-1 e i sette nani, fa bene ripercorrere l’evoluzione della nostra conoscenza dei pianeti extrasolari:    questi grafici animati aiutano a farci un’idea di quanto rapidamente sia cresciuta, soprattutto negli ultimi anni grazie all’introduzione di nuovi metodi di scoperta e a grandi missioni di osservazione come il telescopio Kepler. E visto che raggiungere Trappist-1 con una sonda richiederebbe 160000 anni, meglio concentrarsi sull’impresa di Breakthrough Starshot, che tenterà di raggiungere il pianeta di Proxima Centauri in tempi più umani, accelerando una vela spaziale con dei raggi laser da Terra fino al 4,6% della velocità della luce. Ora c’è anche un’ipotesi su un dettaglio non proprio insignificante, ovvero    come frenarla all’arrivo: si potrebbe sfruttare la luce di Alpha Centauri A e B per condurla proprio verso Proxima e il suo agognato pianeta. Il tutto in circa 140 anni dal lancio. 

Nell’era delle fake news e degli “alternative facts” la scienza ha un ruolo fondamentale per contrastare la superficialità sconcertante con cui la politica e spesso l’opinione pubblica travisano l’evidenza dei fatti. Le conseguenze di questo atteggiamento riguardano tutti da vicino, ad esempio sulle scelte per studiare e affrontare il cambiamento climatico, come sottolinea accoratamente il consigliere per la scienza e l’esplorazione dell’Esa: in fin dei conti,    alla scienza non importa se voi ci credete o no, e i ghiacci continueranno a sciogliersi lo stesso. L’Artico ha sperimentato temperature allarmanti, ben 20° sopra la norma, tanto che alcuni scienziati hanno avanzato un’idea pazzesca: installare 10 milioni di pompe per innaffiare la calotta polare e farla ricongelare. Una proposta costosa ed estremamente complessa, ma se vogliamo salvare il pianeta è ora di prendere iniziative eccezionali. Del resto, se la politica mondiale si comporta come se non ci fosse un domani, forse una buona lezione per ridimensionare l’ego dell’umanità viene dando un’occhiata a quello che potrebbe essere identificato come il più antico progenitore dell’uomo:    un piccolo e schifosetto organismo marino chiamato Saccorhytus, che viveva nelle melme dell’antica Cina e se la doveva cavare con un’unica apertura che fungeva da bocca come da ano.

Se le piogge e il maltempo invernale vi hanno ostruito le grondaie e vi preoccupa l’idea di doverle ripulire, vi consolerà sapere che fra i detriti che si sono accumulati ci sono certamente numerose micrometeoriti. Un progetto internazionale ne ha trovate    500 sui tetti di Oslo e Parigi, setacciando circa 300 kg di materiale raccolto. Invece sulla superficie di Cerere, il primo dei pianetini, sono emersi veri e propri    giacimenti di materiale organico! Sono dispersi su un’area di 1000km2 nei pressi del cratere Ernutet, e devono essersi formati in loco: l’abbondanza d’acqua (congelata) di cui Cerere dispone lo renderebbe un ambiente favorevole alla chimica pre-biotica.  

Uno dei sogni nel cassetto – o meglio, nel laboratorio – dei fisici è quello di ricreare una stella: impresa difficile, perché richiede di governare le reazioni di fusione nucleare senza far esplodere l’intero laboratorio. Ora le ricerche sulla    riproduzione controllata dei fenomeni di riconnessione magnetica – responsabili delle espulsioni di enormi nubi di particelle dal Sole – sembrano avvicinare un po’ la realizzazione di quel sogno. Sarebbe una manna dal cielo, diciamolo pure, specialmente per la possibilità di produrre energia nucleare pulita. 

Il fatto che il nostro Gruppo Locale di galassie si sposti nello spazio alla velocità di ben 631 km/s, in direzione del famoso “Grande Attrattore” di Shapley, ha sempre lasciato sbigottiti i cosmologi, che si aspettavano una velocità nettamente inferiore (la metà). Ora si capisce perché: dalla parte opposta c’è    un grande vuoto cosmico che agisce da “Grande Repulsore”, sospingendo di fatto il Gruppo Locale e giustificando la sua elevata velocità. Sempre in termini di incertezze cosmiche, la misura della costante di Hubble (H ) oscilla fra i valori di 67,8 e 73,2 km/s/Mpc, lasciando dubbi sulla compatibilità dei risultati ottenuti con metodi differenti. Ora ne spunta uno nuovo, basato sullo    “scintillio” dei quasar osservati attraverso una lente gravitazionale (ebbene sì, anche i quasar brillano – come le stelle), e il risultato ha il sapore misto dell’impossibilità di decidere fra l’indizio di una nuova fisica e la rassegnazione al fatto che la costante di Hubble non sia poi così costante. Forse l’universo si sta espandendo più velocemente di quanto credessimo.

Con molta pazienza e altrettanta cautela, si prova a fare luce sulla natura della materia oscura: ma una luce monocromatica, quella di un’emissione proveniente dall’alone galattico che è stata percepita da ben quattro diversi telescopi spaziali. Potrebbe essere la spia che favorisce la descrizione della    materia oscura come composta di neutrini lenti e massicci. Sarà vero? Per fare il paio consideriamo anche la Galassia di Andromeda, la sorella della Via Lattea nel Gruppo Locale: presenta    un’anomala emissione di raggi gamma distribuita in forma asimmetrica rispetto al suo centro. Potrebbe essere causata dalle sue stelle di neutroni o forse, ancora una volta, dalla presenza di materia oscura. Talvolta è proprio in mezzo a tante luci che si nascondono i mostri più oscuri: come accadrebbe nell’ammasso globulare 47 Tucanae, dove dal rapido movimento di diverse pulsar si deduce la presenza di    un buco nero di massa 2200 volte quella del Sole. Un fatto di per sé sorprendente, perché l’esistenza di questi buchi neri di massa intermedia non era mai stata confermata né, secondo alcuni, ritenuta possibile. Per spiegarla occorre considerare nuove traiettorie dell’evoluzione stellare, e la possibilità che piccoli buchi neri possano fondersi fra loro senza fiondarsi lontano dall’ammasso. Per finire andiamo a raschiare un po’ di luce direttamente sul fondo dell’universo: c’è riuscito il telescopio Hubble, coniugando la sua estrema sensibilità all’uso furbesco delle lenti gravitazionali prodotte da due grandi ammassi di galassie, le quali sono poi state rimosse con una tecnica sofisticata dagli astronomi, per rivelare “cosa c’è dietro”. E dietro ci sono centinaia di minuscole, giovanissime galassiette appena formate, migliaia di volte più deboli della Via Lattea.    Sono le galassie primordiali, nate fra 12 e 13 miliardi di anni fa, e sono tantissime: finalmente si può affermare che fu proprio la loro esile luce a produrre la re-ionizzazione dell’universo, dissipando la foschia delle nubi di idrogeno fino a renderlo trasparente.

Al planetario:    “Profondo Cielo” è in programma il 11/3 alle 12, 15/3 alle 18, 25/3 alle 12.

Date du publication: 06/03/2017

Siamo a marzo ed è tempo di primavera. Dopo avere lasciato l’Acquario il giorno 13 per infilarsi nei Pesci, finalmente il 20/3 il Sole raggiunge l’equatore celeste e dà inizio alla stagione mite: è l’equinozio di primavera. La Luna sarà piena il 12/3, nella costellazione del Leone.

Nel frattempo assistiamo alla rovinosa caduta di Venere, la cui repentina scomparsa dal cielo della sera ha qualcosa di spettacolare: in meno di un mese l’astro più brillante del cielo sparisce letteralmente dalla volta celeste! Se all’inizio di marzo la troviamo ancora in bella evidenza, a 25° di altezza al tramonto del Sole, già a metà mese resta appena una mezz’ora di tempo per ammirarla. Ma il 23/3 non ne troveremo più traccia: Venere sarà già in congiunzione inferiore col Sole e nel giro di pochi giorni si fionderà nel cielo del mattino. Termina così il suo lungo dominio dei panorami celesti serali, durato ben sette mesi. Ora il testimone di “prima stella della sera” passa nelle mani di Sirio, che lo deterrà per poco più di un mese soltanto.

Al calar del Sole, tolgono il disturbo immediatamente i Pesci, Cetus e Andromeda. Resiste appena più a lungo Marte che, superato anche Urano, ha ormai sconfinato nell’Ariete e non vuole arrendersi, testardamente, all’inseguimento del Sole. Sirio si accende già oltre il meridiano, a vegliare un Orione in declino. Il lungo corso del fiume Eridano si versa placido sull’orizzonte di sudovest, mentre Cefeo e Cassiopea – l’una dopo l’altro – fanno il loro regale inchino sull’orizzonte settentrionale. Così arriviamo già alla mezzanotte, quando ci accorgeremo che sorprendentemente anche Orione non c’è già più, e con lui sono spariti il Toro e il Cane Maggiore. Rimangono ancora Capella, Procione e i Gemelli a rimuginare sulla sorte dei loro compari. Nel contempo, quasi senza farsi notare, da oriente si rialzavano l’Orsa Maggiore e il Leone, lanciando l’assalto di tutte le costellazioni primaverili. E infatti allo scoccare della mezzanotte le troviamo già sul meridiano celeste: l’Orsa Maggiore ben abbarbicata allo zenit, il Leone di Regolo sotto di lei, e proseguendo verso sud la Coppa, l’interminabile Idra e un affaccio di Centauro che non si scomoda più di tanto per sporgersi sull’orizzonte. Di contorno abbiamo il Corvo, la Chioma di Berenice, il Leone Minore, i Cani da Caccia che inseguono l’Orsa sguinzagliati da Arturo: il suo Boote campeggia in mezzo al cielo orientale, scortando la Vergine dove Spica e Giove proseguono il loro temporaneo idillio. Ci penserà la Luna calante a immischiarsi fra loro, il 15/3.

Intanto si prepara a sfilare tra le stelle la prossima cometa di quest’anno: dal confine fra il Cancro e il Leone, dove la troviamo all’inizio di marzo,    la cometa 41P/Tuttle-Giacobini-Kresak si arrampica sempre più a nord attraversando l’Orsa Maggiore, tanto che a fine mese sarà già circumpolare (il 28 e il 29/3 transiterà accanto alla brillante Dubhe, la stella α UMa e sarà facile da rintracciare al binocolo). Teniamola d’occhio, perché ai primi di aprile potrebbe divenire visibile perfino a occhio nudo!

La porzione di Zodiaco visibile nella notte va dai Pesci al Capricorno, culminando a sud con il Leone. Le tracce della Via Lattea questo mese sono esigue: con il polo galattico ben alto verso sud, nella Chioma di Berenice, il disco galattico resta basso all’orizzonte, tanto che marzo è il momento peggiore di tutto l’anno per osservare le meraviglie della nostra galassia. Tanto vale cambiare destinazione e soffermarsi invece su altre galassie lontane, che transitano in cielo a profusione nelle regioni della Vergine, della Chioma, del Leone e dell’Orsa Maggiore, radunate in grandi gruppi e ammassi. Buttando l’occhio a oriente ci sorprenderemo (ma non troppo) di avvistare Ercole, la Corona Boreale, e subito dopo Vega e Deneb, che con Altair non ci daranno il tempo di aspettare l’alba prima di innalzarsi verso il meridiano, evidentemente ansiose di preannunciare ai nottambuli che la prossima estate non è più lontana.

Al planetario:    “Il Cielo degli Innamorati” in programma il 4/3 alle 12, 18/3 alle 11, 26/3 alle 17.

Date du publication: 06/03/2017

Cari amici del Planetario,
con il ritorno della primavera, e soprattutto dell’ora legale, le giornate si allungano di colpo e a fine mese il Sole non tramonta fino alle 19: per questo motivo marzo è l’ultimo mese in cui possiamo abbinare le    osservazioni al telescopio all’ultimo spettacolo della giornata, quello delle 18. Lo faremo ancora dal terrazzo di Technotown il 9, 15 e 22 marzo: approfittate di queste ultime occasioni! Ma vi lanciamo anche un invito differente: stiamo preparando una coppia di eventi rivolti agli studenti e a tutti i cittadini. Seguiteci sul sito e sui social per avere il programma degli incontri.

Lo Spettacolo del Mese di marzo è    A Spasso tra le Costellazioni (per bambini): potete vincere due biglietti omaggio per assistere a questo spettacolo partecipando al nostro Astroquiz!

Vi aspettiamo tra le stelle del planetario gonfiabile.

Gli astronomi del Planetario

Date du publication: 09/02/2017

Sarà pur vero che la maggior parte delle stelle non sono single ma stanno in coppia o in sistemi multipli. Però ci sono anche quelle che della loro compagna non ne possono più: in controtendenza con San Valentino, ecco una coppia di stelle che vivono quasi a contatto – strusciando le fotosfere l’una con l’altra – ma osservazioni inequivocabili segnalano che il loro idillio terminerà presto, e assai bruscamente. Parliamo di    KIC9832227, un’arzilla coppietta di stelle avviate a fusione certa: le loro orbite si stringono sempre più e in capo a pochi anni si fonderanno con una catastrofica esplosione. È la prima volta che un evento del genere viene previsto: nel 2022, con un’incertezza di pochi mesi, potremo assistere alla fusione che provocherà l’accensione di una “nova rossa”. La sua luce la renderà addirittura visibile a occhio nudo, nella costellazione del Cigno!

Mentre pregustiamo l’eccezionale evento, restiamo nel Cigno e spostiamo di poco la mira del telescopio Kepler verso un’altra delle sue stelle: KIC8462852, la famosa stella dalle variazioni inspiegabili che fecero gridare alla presenza di una struttura artificiale aliena. Invece si è giunti a più miti consigli, ipotizzando semplicemente che    la stella abbia sbriciolato e inghiottito un grosso pianeta, e ora che la sua luce sta tornando alla normalità resterebbero alcuni frammenti in giro che la oscurano di tanto in tanto.

Ma godiamoci anche la    prima localizzazione della sorgente di un lampo radio, uno dei fenomeni più inspiegabili dell’astrofisica: l’origine di questi rapidissimi impulsi radio restava misteriosa, finché è stata individuata una galassia distante 3 miliardi di anni luce che ne emette uno a ripetizione. Dunque i lampi radio arrivano da fuori della Via Lattea, tuttavia la natura di quella galassia nana pone altri interrogativi sul meccanismo che li produce. Da una banda all’altra dello spettro: il satellite Chandra ha effettuato la più lunga osservazione del cielo nei raggi X, centrata sull’Hubble Ultradeep Field, con un’esposizione di 7 milioni di secondi fra il 1999 e il 2016.    Il risultato è la scoperta di almeno mille buchi neri, e la possibilità di ricostruire le vicende della loro crescita all’interno delle galassie che li ospitano.

Se non puoi vederne la luce, prova almeno a scorgerne l’ombra: è il caso della scoperta del    pianeta extrasolare intorno alla stella TW Hydrae, che deformando il disco di polveri che la circonda provoca una vistosa ombreggiatura, la quale ruota attorno alla stella in 16 anni. Il telescopio Hubble con i suoi 18 anni di attività ha appena potuto completare l’osservazione di un’intera rotazione dell’ombra sul disco, pari al periodo di rivoluzione del pianeta. Un altro disco polveroso circonda HD172555, una giovane stella dell’associazione di Beta Pictoris: qui invece Hubble ha trovato tracce di    comete, che piovono velocissime verso la stella. È il terzo sistema stellare attorno al quale sono stati osservati sciami di comete, che potrebbero essere la spia della presenza di pianeti massicci in una fase simile al passato remoto del nostro sistema solare.

Spaventa un po’ pensare che oggi nell’universo ci sia così tanta materia oscura da essere cinque volte più abbondante di quella visibile. Tuttavia le cose potrebbero non essere state sempre così: secondo un nuovo modello cosmologico    il rapporto fra materia oscura e materia ordinaria potrebbe variare nel tempo, tanto che in passato era ancora maggiore (di circa il 5%). Insomma l’universo starebbe “dimagrendo”, con il progressivo – ma inspiegabile - decadimento della materia oscura; l’opposto del crescendo di energia oscura che invece permea sempre più lo spazio. Sorpresa: anche la Via Lattea sarebbe assai più magra di quanto ritenuto finora. Studiando il lento movimento dei più lontani ammassi globulari si è cercato di    “pesare” proprio l’alone di materia oscura della nostra galassia, ottenendo un valore fra 600 e 750 miliardi di masse solari entro un diametro di 600 mila anni luce. L’incertezza è molto elevata, ma collocherebbe la Via Lattea fra le galassie a spirale più leggere. In tema di misteri galattici eccone uno che ha l’aria di un vero caso criminale: chi ha rubato il gas alle galassie a spirale? Senza gas le stelle non possono formarsi e le galassie invecchiano, e man mano che le loro stelle muoiono, si spengono. Osservazioni di 11 mila galassie deprivate del loro contenuto di gas mostrano che    il “ladro” – o se preferite l’assassino - sarebbe il caldissimo gas intergalattico, capace di soffiare via l’idrogeno dalle spirali, lasciandole deperire. Visto che siamo in vena di rompicapi galattici, dedichiamo uno sguardo a un’oscura ma elegante galassia a spirale (un’altra!), che a differenza delle altre possiede un buco nero tutt’altro che massiccio al centro: anzi, è    uno dei buchi neri più “leggeri” conosciuti in un nucleo galattico. Cosa ci fa là dentro? Di sicuro la sua presenza non basta a spiegare le emissioni energetiche che provengono dalla sua galassia. Infine si riapre il caso dei marziani, intesi come microbi: dopo il famoso episodio del 1996, quando su un meteorite proveniente da Marte furono rinvenute tracce che fecero gridare al marziano (sempre microbo, eh, poi smentito), ora alcune rocce osservate dai rover della Nasa mostrano    caratteristiche geologiche simili a rocce sedimentarie terrestri costruite da microorganismi. Coincidenze? Un vero cold-case da risolvere per scoprire se davvero, miliardi di anni fa, qualche elementare forma di vita abbia approfittato dell’ambiente allora accogliente del pianeta rosso.

Concludiamo con due visioni capaci di proiettarci lontano, che resteranno a lungo nella memoria, plasmando il nostro immaginario astronomico:    la piccola luna Daphnis che volteggia fra gli anelli di Saturno, increspandone gentilmente il profilo, e    la prima sequenza che mostra i quattro pianeti di un sistema extrasolare in orbita attorno alla loro stella, HR8799, distante 129 anni luce. Signori, questa è storia: con questo video time-lapse della durata di 7 anni siamo arrivati al punto di poter assistere – per la prima volta – al movimento orbitale di un sistema planetario extrasolare!

Al planetario:    “Profondo Cielo” è in programma il 5/2 alle 17, 10/2 alle 18, 12/2 alle 17, 23/2 alle 18, 26/2 alle 18.

Date du publication: 09/02/2017

Nel mese più breve dell’anno il Sole si impegna a risalire, giorno per giorno, l’eclittica attraversando il Capricorno per approdare, il 16/2, nell’Acquario, regalandoci un evidente guadagno di luce diurna. La Luna sarà piena l’11/2, nella costellazione del Leone, e il 5/2 occulterà la stella Aldebaran: vale la pena affacciarsi al cielo per assistere al fenomeno, che avverrà alle 23:21. La vera “star” del mese è la cometa 45P/Honda-Mrkos-Pajdusakova, che dopo una fugace apparizione serale fra dicembre e gennaio si slancerà nel cielo mattutino in un incontro ravvicinato con la Terra, che la porterà a soli 12 milioni di km dal nostro pianeta l’11/2: con un binocolo la vedremo sfrecciare in appena due giorni fra le costellazioni di Ercole e Boote.

Superata la massima elongazione dal Sole, Venere resta ancora in grandiosa evidenza nel cielo serale, anche perché il suo dislivello in declinazione dal Sole aumenta nel corso del mese, facendola comparire sempre più in alto sui nostri orizzonti, al tramonto del Sole. Poiché si sta avvicinando anche alla Terra, il suo splendore, già spettacolare, continua addirittura a crescere, raggiungendo per una decina di giorni la magnitudine -4,63! Solo nell’ultima settimana comincerà a ripiegare verso il basso, mentre già all’inizio del mese il suo movimento diventa retrogrado, in riavvicinamento al Sole: ecco perché, dopo averlo quasi raggiunto fra le stelle dei Pesci, Venere interrompe bruscamente il suo corteggiamento a Marte. I due pianeti sono talmente vividi nel cielo, per di più in un’area del firmamento sprovvista di stelle brillanti, che risulta un facile esercizio per chiunque spiare le loro posizioni sera dopo sera: una maniera semplicissima per constatare a occhio nudo i movimenti dei pianeti. Vi consigliamo di provarci: per tutta la prima settimana i due pianeti resteranno vicinissimi, quasi sospesi a 5° l’uno dall’altro nel cielo del crepuscolo, poi di colpo Venere tornerà indietro: a occhio, sembrerebbe il preludio a un San Valentino piuttosto burrascoso, per la “coppia” di pianeti per eccellenza.   

Nel frattempo un’altra cometa, la 2P/Encke – quella con il periodo più breve conosciuto, di soli 3 anni! – assiste da vicino alle evoluzioni di Venere e Marte sfilando con occhio indiscreto accanto ad essi. Un occhio altrettanto indiscreto potrà scorgerla, aiutato da un buon binocolo, nei pressi del “circoletto” dei Pesci. Costellazione decisamente affollata, i Pesci, questo mese: oltre ai pianeti in primo piano e alla cometa Encke, ospitano anche il lento Urano, trascinandolo ormai sempre prima fuori dal cielo, e la Luna che all’inizio e alla fine del mese farà un inchino agli amanti celesti, disponendo la sua sottile falce “a barchetta”.

Al calar del Sole, sappiamo già cosa aspettarci a nordovest: e infatti ecco Deneb. L’ultimo indefesso baluardo del Triangolo Estivo è lì che luccica e si agita come l’irridente coda del Cigno, ultimo lembo ancora in vista dell’animale, che ha già ficcato la testa in picchiata sotto l’orizzonte. Allo stesso modo se ne va con un nitrito anche Pegaso, che affonda scalpitando la testa prima delle zampe. Andromeda, l’Ariete, il Triangolo basculano in maniera preoccupante sul versante occidentale, tant’è che dopo cena tutta la chincaglieria invernale è già sbilanciata oltre il meridiano: quel che resta di Cetus, Eridano, Colomba, ma anche il possente Orione e il suo apparato di caccia: Sirio e Procione, la Lepre, per non dire del Toro. La porzione di Zodiaco visibile nella notte va dai Pesci al Sagittario, culminando a sud con il Leone.

A mezzanotte, lo zenith è già preda dell’Orsa Maggiore, che si insedia lassù in cima con le sue zampone scansando la Lince. Rotolando verso sud lungo il meridiano, troviamo ancora la Lince, e sotto di lei il Leone Minore, il Leone vero e proprio (che assembramento di predatori, ai vertici del cielo!), e poi l’Idra, il serpente marino, con la stella arancione Alphard – il suo cuore – proprio al meridiano: comunque sia, non la si passa liscia. Solo dirigendo lo sguardo all’estremo sud potremo rilassarci cercando i ruderi della Macchina Pneumatica – uno sforzo inutile – e qualche stella delle Vele, come Suhail.

Il principe della notte è dunque il Leone di Regolo, ma risalendo attraverso il Cancro fino ai Gemelli, varrà la pena soffermarsi col binocolo nei pressi di Polluce, dove transita l’asteroide Vesta, il più brillante dei pianetini. Nella parte profonda della notte le uniche tracce della Via Lattea si scorgono basse fra Cassiopea, Perseo e l’Auriga, dove Capella fa da lucente contraltare all’elevarsi di Arturo, da est, e dell’appariscente coppia Giove-Spica nella Vergine. Sul finire della notte numerose presenze orientali si saranno riconquistate un posto in cielo: Vega naturalmente, con Altair e Deneb (rieccola lì!), che si conferma stella della sera e del mattino e va a riproporre il Triangolo Estivo – come dubitarne -. Ma anche Antares e Saturno, al bordo fra l’Ofiuco e il Sagittario, saranno fra gli ultimi astri a svanire nei bagliori dell’alba.

Al planetario:    “Il Cielo del Mese” in programma il 3/2 alle 18, 5/2 alle 18, 11/2 alle 11, 19/2 alle 18, 25/2 alle 11.

Date du publication: 09/02/2017

Cari amici del Planetario,              

in febbraio sale alle stelle il richiamo di San Valentino, festa degli innamorati: il 14/2 invitiamo tutte le coppie a un doppio appuntamento speciale con l’osservazione del cielo. Per il giorno di San Valentino le    osservazioni al telescopio raddoppieranno: saranno possibili sia alle ore 17 che alle 18, e saranno abbinate allo spettacolo    Il Cielo degli Innamorati di Gabriele Catanzaro, nel planetario. Col favore del buio potremo avvistare Venere e Marte – la “coppia” di pianeti per eccellenza – nel pieno di un corteggiamento astrale che prosegue da mesi, e giungerà al culmine proprio in quei giorni.

Fra gli altri appuntamenti della programmazione del planetario gonfiabile, rinnovato con una tecnologia di proiezione digitale, vi segnaliamo il Sun Day di febbraio, domenica 19/2, mentre le    osservazioni al telescopio dopo lo spettacolo delle ore 18 si svolgeranno anche il 7 e 23 febbraio (solo in condizioni meteo favorevoli) sul terrazzo di Technotown, sempre con la guida dei nostri astronomi.

Lo Spettacolo del Mese di febbraio è    Il Cielo degli Innamorati: potete vincere due biglietti omaggio per assistere a questo spettacolo partecipando al nostro Astroquiz!

Vi aspettiamo tra le stelle del planetario gonfiabile.

Gli astronomi del Planetario

Date du publication: 10/01/2017

Appena il mese scorso avevamo notato il suo nome: Niayesh Afshordi. È il fisico canadese protagonista dell’idea che la velocità della luce non sia rimasta costante nella storia dell’universo, di cui avevamo riferito nella scorsa newsletter. Ora Afshordi ci riprova, con un altro studio sensazionale: la rivelazione delle onde gravitazionali, annunciata lo scorso febbraio, non costituirebbe soltanto una conferma della teoria della relatività, ma rappresenterebbe una nuova sfida alla teoria stessa. Questo a causa della presenza di alcuni “riverberi” delle onde gravitazionali nei dati di Ligo, che alluderebbero a un    inatteso comportamento della materia nei pressi dell’orizzonte degli eventi dei buchi neri. Non sarebbe un confine invisibile ma in qualche modo “presidiato” da un inviluppo di particelle, come una barriera che risuona al passaggio dell’onda gravitazionale. Insomma, Afshordi deve avere l’eresia scientifica nel sangue, se si è divertito a mettere in discussione per ben due volte i capisaldi delle idee di Einstein, e ce n’è quanto basta per ricominciare da capo e scorgere gli indizi di una nuova fisica dei buchi neri, tutta da scoprire.

Visto che siamo nei pressi di un buco nero, non dimentichiamoci di    rivisitare il caso della cosiddetta “supernova assassina”, la più potente esplosione mai rilevata nella storia, alla cui scoperta contribuì anche il nostro collega Gianluca Masi: ora emergono evidenze del fatto che a rilasciare la sua ciclopica energia, pari a 570 miliardi di stelle come il Sole, non fu una supernova, ma addirittura    la distruzione di una stella da parte di un buco nero in rapida rotazione!

Questa poi, è una notizia davvero entusiasmante: al Cern sono riusciti ad osservare l’assorbimento di    una riga spettrale di un atomo di anti-idrogeno. È la prima volta che viene osservata la reazione alla luce dell’antimateria, risultato figlio di una tecnologia avanzatissima che ha permesso di verificare che il comportamento dell’antimateria è identico a quello della materia (come previsto). In materia di bizzarrie tecniche e naturali, non è da meno l’utilizzo del telescopio Kepler – famoso come cacciatore di esopianeti – per osservare il pianeta Nettuno, inteso come “specchio” della variabilità solare a breve periodo: così si è scovato    il riflesso delle lievi oscillazioni del Sole, che rivelano le condizioni dell’interno solare secondo le analisi dell’eliosismologia.

Continuiamo a leggere, anno dopo anno, mese dopo mese, che “questo è stato il periodo più caldo della storia”. La tecnologia ci dà una mano a verificare che il continuo surriscaldamento della Terra ha delle conseguenze. Potete constatarlo da soli utilizzando    il time-lapse di Google Earth, uno strumento eccellente che mostra in maniera lampante come diversi luoghi del nostro pianeta, come i ghiacciai dell’Alaska o il lago d’Aral, siano cambiati nel tempo con il clima, per mano dell’uomo. Alla fine dovreste sentire un brivido caldo lungo la schiena. Siccome invece c’è ancora chi si ostina – sempre in malafede, o nella totale ignoranza di cosa sia la scienza – a mettere in dubbio la realtà del cambiamento climatico, eccovi un’utile    rassegna delle false argomentazioni usate dai negazionisti, per la verità sempre più appollaiati sul loro minuscolo e scivoloso iceberg, che si sta rapidamente squagliando sotto i loro piedi.

Comunque sia, verrà un tempo in cui farà innegabilmente più caldo: ecco    una stella che ci offre un assaggio di come diventerà il Sole fra 5 miliardi di anni, quando si espanderà fino a un raggio 100 volte maggiore, e forse inghiottirà la Terra. L2 Puppis è già una gigante rossa pronta a risucchiare il suo pianeta. 

Da tempo si sapeva che Cerere deve contenere acqua; ora    la sonda Dawn ha scoperto piccoli “giacimenti” d’acqua ghiacciata sul fondo perennemente ombreggiato dei crateri polari dell’asteroide. La maggior parte della sua    riserva d’acqua tuttavia è sepolta nel sottosuolo, a pochi metri dalla superficie.

In questo periodo di festività le città sono ancor più illuminate del solito, e le stelle sempre più affogate nell’inquinamento luminoso:    ecco Roma fotografata dalla Stazione Spaziale dall’astronauta francese Thomas Pesquet. È decisamente ora di spegnere un po’ di luci.

Lo storytelling scientifico ha ormai fatto passi da gigante, nel raccontare al pubblico le imprese della scienza, specialmente dell’esplorazione spaziale. Guardate che cosa ha realizzato la NASA – senza risparmiare sulla retorica – per presentare    la missione Juno, attualmente in attività intorno a Giove (non senza difficoltà). Per finire l’anno serenamente, distacchiamoci un po’ dalla Terra e prendiamoci lo sfizio di    sorvolare a volo d’uccello l’austera superficie della Luna, dal punto di vista della sonda giapponese Kaguya. Chissà cosa accadrà nello spazio nel 2017?

Al planetario:    “Profondo Cielo” è in programma il 3/1 alle 12, 14/1 alle 11, 22/1 alle 18, 28/1 alle 11.

Date du publication: 10/01/2017

L’inizio del nuovo anno coglie la Terra nel punto più vicino al Sole della sua orbita: il 4/1 saremo al perielio, alla distanza di 147 milioni di km dalla nostra stella – ben 5 milioni meno del punto più distante (afelio). Visto dal nostro pianeta, in cielo il Sole appare lievemente più grande del solito: anche se non scalda granché le giornate di gennaio, si potrebbe parlare di “Supersole”!

Dal solstizio di dicembre intanto il Sole attraversa il Sagittario e si sovrappone al Capricorno a partire dal 20/1. Finalmente le giornate guadagnano luce poco a poco, e a fine mese il loro allungarsi sarà già evidente. La Luna sarà piena il 12/1, nella costellazione dei Gemelli, ma prima la sua falce farà visita a Venere e poi a Marte il 2 e 3/1. L’anno nuovo debutta subito con una pioggia di stelle: le misconosciute Quadrantidi appariranno deboli e copiose (fino a 120 all’ora) dall’area celeste un tempo occupata dalla costellazione del Quadrante Murale, oggi scomparsa fra l’Orsa Maggiore e il Boote.

Non sarà ancora buio quando apparirà la “prima stella della sera”, ruolo che anche questo mese spetta impropriamente a Venere. Nel suo slancio eclittico il pianeta raggiunge la massima elongazione orientale dal Sole il 12/1, di ben 47°, e tampina sempre più da vicino Marte, che tenta la fuga nei Pesci, dove viene però affiancato da Venere proprio alla fine del mese, quando entrambi saranno riacciuffati dalla Luna. Nettuno assiste immobile, sul fondo dell’Acquario; Urano declina piacevolmente con i Pesci verso occidente.

La porzione di Zodiaco visibile nella notte va dall’Acquario all’Ofiuco, culminando a sud con i Gemelli. Non c’è niente da fare: abbiamo scavallato il Capodanno, siamo a gennaio, eppure al tramonto il Triangolo Estivo è ancora lì, inaffondabile, a ricordarci vacanze trascorse ormai da sei mesi. Ma Altair e Vega tolgono subito il disturbo e Deneb le seguirà più tardi. È tempo di salutare, assieme al Cigno, anche il Delfino, l’Acquario, lo stesso Pegaso che scalpita come per resistere al tramonto. Il Drago si ripiega su se stesso inginocchiandosi a nord sotto la Stella Polare.

Come ogni inverno, la lunga oscurità della notte è il territorio di caccia di Orione, che con i suoi cani Sirio e Procione rilancia ogni sera le sue scorribande da est verso ovest, inseguendo il Toro della altezzosa Aldebaran per insidiare le Pleiadi. La sfavillante diagonale tracciata dalla cintura di Orione (Alnitak, Alnilam, Mintaka) conduce da un lato proprio all’occhio del Toro e dall’altro a quello del Cane Maggiore, Sirio, la stella più brillante del cielo. A perfezionare la scena nel ruolo di preda ecco la Lepre, ai piedi del cacciatore. Dall’alto del cielo, la gialla Capella cede lo scettro di regina del cielo e si inoltra nel quadrante occidentale; lo stesso fanno Cetus e l’Eridano, le cui ampie anse non raggiungono mai la foce, sotto l’orizzonte.

Così a mezzanotte, scorrendo con lo sguardo lungo il meridiano celeste verso sud, vedremo transitare la Lince, abbarbicata allo zenith, l’Auriga, i Gemelli Castore e Polluce, il Cane Minore con la bella Procione, l’ineffabile Unicorno e la Poppa, relitto del naufragio celeste che mandò in pezzi la Nave Argo. Brandelli delle Vele sventolano ancora sull’orizzonte con le stelle Suhail e Regor. L’esile trama della Via Lattea invernale scende dalle stelle lungo la medesima direttrice.

Dopo la mezzanotte il cielo orientale si rianima di nuove presenze: il Leone e l’Orsa Maggiore fanno a gara a chi salta più in alto, Arturo ricompare presagendo la futura primavera, l’Idra si impenna da sud est. Tutto preannuncia il rientro in scena di Giove, nella Vergine, che si accoppia con Spica per una scalata al meridiano che culminerà proprio all’alba, quando Antares, Saturno e Mercurio si presenteranno all’appello, pronte a giurare che verso nordest si è già ricomposto, inossidabile e beffardo, il Triangolo Estivo!

Al planetario:    “Il Cielo degli Innamorati” in programma il 15/1 alle 17, 21/1 alle 11, 29/1 alle 17.

Date du publication: 10/01/2017

Cari amici del Planetario,
iniziamo il nuovo anno con la speranza che anche nel 2017 le stelle siano con noi. A quanto pare, il desiderio potrebbe essere prontamente esaudito perché questo si annuncia come un anno ricco di comete. Già dal mese di gennaio si potrà avvistare la cometa 45P/Honda-Mrkos-Pajdusakova, che in febbraio sfreccerà molto vicino alla Terra rendendosi visibile anche ad occhio nudo. Più avanti invece sarà il turno della cometa 41P/Tuttle-Giacobini-Kresak che rimarrà a lungo nei nostri cieli fra la primavera e l’estate: preparate i binocoli.

Fra gli appuntamenti della programmazione del planetario gonfiabile, rinnovato con una tecnologia di proiezione digitale, vi segnaliamo che il 14/1 alle 12 ci sarà un incontro supplementare del corso di astronomia    “Il Cielo dal Balcone”, riservato agli studenti dell’ultima edizione, e come sempre alcune    serate di osservazione. In particolare, il Sun Day di gennaio sarà domenica 15/1, mentre le osservazioni al telescopio dopo lo spettacolo delle ore 18 si svolgeranno il 19 e il 26 gennaio (se il meteo lo consentirà) sul terrazzino di Technotown, sempre con la guida dei nostri astronomi.

Lo Spettacolo del Mese di gennaio è    Dalla Terra all’Universo, che avvalendosi delle immagini full-dome prodotte dall’Osservatorio Australe Europeo evidenzia al meglio l’effetto tridimensionale della nuova proiezione digitale del planetario: potete vincere due biglietti omaggio per assistere a questo spettacolo partecipando al nostro Astroquiz!

Vi aspettiamo tra le stelle del planetario gonfiabile e vi auguriamo un sereno e stellato 2017.

Gli astronomi del Planetario

de nouveau au menu facilité.


Lisez les avis sur: Planetario e Museo Astronomico

de nouveau au menu facilité.